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Archivio per Master Social Media

Ho scritto un post su 7th Floor

E’ uscito il mio post su 7th Floor :D

Durante la lezione della scorsa settimana al master ho fatto amicizia con Andrea Genovese, il quale mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere un post riassuntivo dell’incontro sul suo blog 7th Floor. E io ho accettato!

In realtà, anche se Andrea ha dato a me tutto il “merito” del post, è stato scritto a 4 mani :P

7thfloor

Io ho riassunto la case history del venerdì mattina su Wired Italia con Luca e il brainstorming su Telethon del pomeriggio e del sabato mattina con Andrea.

Andrea ha poi integrato il mio testo con le idee concrete che noi del master abbiamo brainstormato e con il poco di liveblogging che ho fatto (poco perchè Luca ci ha fatto chiudere i monitor e perchè il brainstorming è difficile da bloggare…).

E’ venuto fuori un bell’articoletto, secondo me, anche abbastanza lungo. Buona lettura e… commenti e consigli sono benvenuti! ;)

Andrea Genovese di 7thFloor al Master

Inizia la lezione di Andrea Genovese di 7th Floor con una carrellata di canzoni anni ‘80 :mrgreen:

Oggi parlerà anche Luca De Fino, social media manager in Ogilvy, che ci chiede di abbassare il monitor del pc… e poi ci viene a dire che potevamo fare la lezione live! :P

Skittles, competitor americano di Smarties, ha destrutturato il sito componendolo di pagine di altri social network (Twitter, Wikipedia, Facebook, etc.)

Oggi “braianstorming” con Andrea in merito al sito Telethon e alla sua presenza online.

Crowd-sourcing e co-creation con Francesco d’Orazio

Francesco d’Orazio parla di co-creation e crowd-sourcing al Master.

Modello tradizionale: top down

  • immersione: ricerca dati, capire il problema (capire i consumatori, il brand, la piattaforma);
  • ispirazione: trasformazione delle informazioni in bozze di idee;
  • idee: concetti concreti;
  • innovazione: implementazione idee;
  • sviluppo concreto.

L’utente finale non viene minimamente citato.

Photo by: Hideyoshi

Photo by: Hideyoshi

I social media sono visti ancora come una “torre d’avorio”, i creativi delle aziende non vogliono mettere in pratica i consigli degli utenti perchè essendo professionisti credono di sapere loro cos’è meglio.

Anche gli utenti non sanno cos’è meglio per loro, ma danno informazioni continue. Le campagne sono “a tempo”: perchè invece non relazionarsi con i consumatori finali sempre?

Le aziende hanno paura dei pareri della gente e non rispondono in tempo.

I social media non sono un altro canale: sono la piattaforma in cui si consumano tutti i media (sui SM si sente musica, si guardano video, si leggono notizie…). La differenza con il passato è che i brand non possono comprare uno spazio sui social media: i SM sono dei consumatori.

Crowd-sourcing process:

  • company has a problem,
  • company broadcasts the problem online,
  • online crowd is asked to give soultions,
  • crowd submits solutions,
  • crowd vets solutions,
  • company reward winnign solvers,
  • company owns winning solutions,
  • company profits (forse).

Risultati:

  • ricchezza del sistema bottom-up,
  • folla globale,
  • folle diversificate,
  • talenti di diverso tipo e ad ampio raggio,
  • molte idee,
  • molti feedback,
  • costi contenuti,
  • relazione consumatore-brand,
  • validazione incrociata degli utenti che utilizzano,
  • buzz.

Cosa manca:

  • è many to one,
  • non è targettizzaato,
  • non c’è una strategia da parte della massa,
  • i singoli che propongono non collaborano (solo votazioni),
  • manca il faccia a faccia,
  • manc ail processo strategico.

Il bottom-up non è abbastanza! :o

Qui vien fuori la co-creation: stimolare la creatività degli utenti senza influenzare il risultato!

Co-creation process:

-Download: offline workshop to draw out and share existing knowledge, drive out gaps and co-create the brief;

-Explore: online community with stimulus to encourage category exploration and insight, team bonding and creative stimulation;

-Co-create: consumers, clients, and wider stakeholders brought together in an online workshop (consumatori della fase online o diversi) using the co-creation process to generate, define, explore and validate ideas;

-Refine: best ideas taken back online to further distil, evaluate, combine and develop. Extra validation can be provided by adding fresh consumers to community to get an objective perspective;

-Advance: Offline workshops with client and stakeholders.

Vantaggi:

  • few-to-few-to-one
  • more targeted
  • bottom up e top down
  • collaboration, editing, building on,
  • refinement and funneling,
  • online e face to face,
  • access to insight and strategy,
  • strategic thinking,
  • faster process,
  • immersive,
  • robust and tailored concepts.

Idea generation e validation vanno di pari passo, si perde meno tempo!

Cosa manca:

  • rispetto al crowd-sourcing lavoro con un gruppo minore,
  • è locale,
  • c’è meno diversificazione tra le idee emerse (c’è meno diversità tra le persone),
  • ci sono meno idee,
  • costa di più del crow-sourcing perchè è più organizzato e anche offline (online costa meno)
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