Caro piccolo manipolo di lettori, con questo post mi rivolgo a chi è interessato al mio viaggio fatto ad Amsterdam (ovvero chi?
) e a chi pianifica di andare a visitare questa spettacolare Venezia del Nord.
Io sono una di quelle viaggiatrici che, quando ha la fortuna di andare in un posto, vuole vedere tutto e se possibile anche qualcosa di più! Poi magari in loco mi risparmio qualcosa, ma ho l’assoluta necessità di sapere prima cosa mi troverò davanti e di pianificare le mie giornate, altrimenti ho la sensazione di aver sciupato il mio viaggio se, al mio ritorno, dico frasi del tipo:
“no, non l’ho visto… ma dov’è?… non lo sapevo mica!”
Le guide turistiche che mi hanno accompagnato durante la mia visita sono state quella della National Geografic, nell’inconfondibile livrea da ape “giallo nera”, e la rivista “In Viaggio - Amsterdam“, che esce mensilmente sempre con nuove mete (e che potete acquistare cliccando qui accanto nella barra di destra direttamente dall’edicola on-line Miabbono.com
).

Mentre nella guida National Geografic ho trovato alcune incongruenze nelle piante, in cui alcuni monumenti o punti panoramici erano talora disegnati in maniera erronea rispetto alla realtà (almeno così sostiene il Geometra), la rivista In Viaggio è stata di particolare stimolo in quanto uscita in edicola e comprata nel 2005 proprio durante il periodo Natalizio.
Ora, poichè sono stata ad Amsterdamdal 25 dicembre al 3 gennaio, una guida Christmas oriented non poteva essere un aiuto migliore, visto il periodo del mio soggiorno.
In particolare, è stata interessantissima la sezione che ci ha spinti fino ai Docks a Nord Est: purtroppo non siamo riusciti ad andarci in una giornata soleggiata (praticamente è quasi impossibile trovare il sole in Olanda, giusto giugno-luglio a sentire gli indigeni…
) per cui ci è sembrato tutto un po’ più grigio, ma il concetto di costruzione, servizio ai cittadini, urbanizzazione là è sbalorditivo.
In centro case e locazioni costano troppo eppure le persone hanno bisogno di abitare vicino al cuore nevralgico della città: la soluzione è far emergere dall’acqua isole artificiali e costruirci sopra casermoni come “The Whale”, la balena ricoperta di zinco, o il complesso attorno a Barcelona Square.


E poichè anche gli abitanti delle Fiandre hanno capito che è il colore quello che manca qui, lontani dai tulipani, hanno pensato bene di colorare i balconi delle case affacciati sul mare, oltre al quale si intravede la zona industriale: che geni!

Per non parlare dei 60 condomini diversi realizzati da 60 giovani architetti (ovviamente diversi…) appena usciti dall’accademia: ad Amsterdam sì che rischia di trovare subito lavoro dopo l’università! E’ proprio un altro mondo…

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