La biodiversità è davvero eccezionale: le mangrovie (tipiche dell’Oceano Indiano ) trattengono i sedimenti ed arricchiscono le acque, fornendo un ottimo rifugio per gli uccelli.
Le dune costiere sono l’habitat ideale per volpi, gazzelle, stambecchi, iene, cicogne ed aironi - tutti animali che non abbiamo visto!
Il reef è superlativo: raggiunge velocemente i 600 m di profondità e, oltre ai soliti piccoli abitanti della barriera corallina, come Nemo (che teneroooooooooo! ), si possono incontrare tonni, barracuda, pesci pipistrello, mante, tartarughe e delfini (che, indovina indovinello, non abbiamo visto! )
La nostra gita, per un costo di 25€, è durata l’intera mattinata. Comprendeva:
trasferimenti da e per il parco,
entrata al parco,
bevande,
2 bagni sul reef con la guida,
1 bagno nel lago salato sulle note della canzoncina del tour operator,
spiegazioni varie.
La prossima volta che tornerò a Sharm el Sheikh credo proverò l’escursione di tutta la giornata, quella fatta in barca. Magari mi perderò la porta di Allah (prima foto in alto, i monoliti sono la trascrizione della parola “Allah”, appunto, in arabo e in ebraico), ma il Parco Naturale di Ras Mohammed è talmente superbo che vale la pena passarci tutta la giornata!
Il nostro autista Sahid è un esperto guidatore, ma è un pazzo: usciva dallo sportello mentre guidava, sorpassava e tirava l’acqua sull’altra jeep della gita, faceva imboscate quando gli altri rimanevano indietro, prendeva il percorso più sconnesso e ci faceva letteralemtne shackerare nella vettura
Abbiamo bevuto il tè dai beduini: gustosissimo!
E la guida ci ha informati in merito alla loro provenienza (Arabia Saudita) e ad alcune loro pratiche ed usanze.
Siamo dunque partiti alla volta di Dahab, stavolta su strada asfaltata.
La strada per Dahab è l’ultimo segno che hanno lasciato gli Israeliani in ritirata nel 1976 a seguito della guerra contro l’Egitto.
Neanche a dirlo, il nostro autista guidava nel senso opposto e superava sulla sinistra (in Egitto si procede a sinistra e si sorpassa a destra) ed aveva una velocità di crociera di ben 160Km/h ma tanto in Egitto i limiti praticamente non ci sono…
Abbiamo fatto una cammellata di circa mezz’ora.
Giunti a Dahab, prima di arrivare alla nostra prima tappa di snorkeling. E’ stato troppo divertente e chiunque vada in vacanza a Sharm el Sheikh lo deve provare! Quando il cammello si alza sembra di cadere e poi quando galoppa è fighissimo Ma non date mai più di 2€ di mancia alla mini-guida-beduina, altrimenti si gasa e se sei una ragazza ti manda i baci e ci prova (il mio avrà avuto neanche 10 anni…)
Abu Galum è un Parco Naturale vicino a Dahab.
Qui le roccie granitiche del deserto cadono a picco sulla barriera corallina, creando reef che degradano precipitosamente sino a profondità di oltre 50 m.
Il Buco Blu, o Blue Hole, ne è un esempio: facendo snorkeling il fondale non si riusciva a scorgere, i coralli e le spugne si perdevano nel blu della profondità, ma in superficie era un trionfo di colori, un paradiso per i sub.
Nei pressi del Buco Blu i beduini hanno approntato accoglienti luoghi hippy.
Proprio così, si sono organizzati ed hanno creato gazebo-case lungo tutta la spiaggia. Li chiamo così perchè si tratta di costruzioni in legno alte 2 piani, completamente prive di pareti e finestre, con le stanze suddivise da muretti alti 30cm, sempre in legno, arredate con cuscini, tappeti e un tavolino.
Qui ci siamo spogliati con il gruppo per andare a fare snorkeling e, al nostro ritorno, ci è stato servito un gustosissimo pranzo:
2 tipi di riso,
pasta (buona e non scotta)
pane beduino
2 titpi di patate + patatine fritte in busta tipo “San Carlo”
pesce grigliato
verdure al vapore
salsiccie beduine (credo fossero di cammello… ma erano qualcosa di buono!)
acqua e coca cola.
Ovviamente “Tutakagon” non ha tardato ad arrivare, e non so nemmeno se è da imputare a questo pranzo, ma ne è valsa la pena!
Dopo pranzo, bagno alla Laguna Blu di Dahab, shopping in un negozio di preziosi e di profumi egiziani e giratina nella città, anche questa molto hippy, con i tendoni di paglia e i cuscini dei bar che degradavano verso il mare.
Dahab significa “oro“.
Al tramonto, quando il sole, con la sua luce dorata, ci ha fatto comprendere il significato del nome della città illuminando le montagne circostanti, abbiamo ridisceso il Golfo di Aqaba e siamo tornati a Sharm el Sheikh.
Ehilà, rieccomi qua! Stavolta non avevo detto niente per scaramanzia, ma…
Sono tornata stamattina dal mio primo viaggio a Sharm el Sheikh!
Dico primo perchè è stata una delle esperienze all’estero più interessanti e divertenti della mia vita ed i luoghi sono così affascinati che voglio assolutamente tornarci per vedere tutto ciò che mi sono persa in una sola settimana di soggiorno.
Ho prenotato on-line tramite Wokita un soggiorno di 7 giorni allo Sheraton Hotel, Resort and Villas di Sharm el Sheikh, un lussuoso hotel 5 stelle dall’atmosfera tutt’altro che snob e dotato di ben 7 piscine e SPA.
trasferimento da e per l’aeroporto di Sharm el Sheikh,
soggiorno in pensione completa + 1 soft drink ai pasti,
tasse aeroportuali,
adeguamento carburante,
visto per l’Egitto,
assicurazione medico/annullamento.
Considerando che alloggiavo con un’amica nelle silenziose ed appartate villette di un complesso 5 stelle, mi è sembrata una somma veramente ragionevole!
Ho avuto qualche problema all’aeroporto italiano ed egiziano per far comprendere agli addetti del check-in che il mio era un biglietto elettronico, ma per il resto l’organizzazione e le figure riferimento a terra sono state impeccabili: cordialità, puntualità, professionalità!
10+ all’agenzia turistica Viking Travel che si è occupata di noi turisti a terra.
Nonostante alloggiassimo nelle villas, camere dislocate nel verde del resort, ed avessimo ristorante a buffet e reception dedicati, potevamo usufruire gratuitamente di:
lettini e teli mare in spiaggia,
tutte e 7 le piscine,
taf taf (navetta senza vetri laterali) per spostarci all’interno del parco.
Ovviamente i servizi a pagamento, come i vari shop e bar sparsi nell’albergo e nel verde, erano oltremodo a nostra disposizione.
C’è stato solo un elemento di disturbo (marginale) durante il nostro viaggio: la massiccia presenza di turisti di nazionalità russa.
Io penso di essere una persona tollerante e di mente aperta e per questo mi dà fastidio vedere persone che non si curano minimaente di chi sta loro intorno, in particolare di coloro che, per cultura e tradizioni, non sono abituati a certi tipi di sfrontatezze.
Topless e perizomi, anche maschili , ovunque (e se contate che erano quasi tutti dei “grassoni magna-magna arricchiti” vi lascio immaginare lo spettacolo orripilante…); Dimitri e Svetlana qualsiasi che salgono con le pinne sulla barriera e si portano in acqua troccoli di pane per attirare i pesci (dove stanno i barracuda quando servono?); mancato rispetto delle regole comportamentali base per il quieto convivere con gli altri; chiasso gratuito a secchiate…
Ottobre è il mese ideale per visitare Sharm el Sheikh, ma non dal punto di vista dei vicini d’ombrellone!